Guida pratica: Gestione del suolo sostenibile con biochar, inoculanti e microbioma

Guida pratica per una corretta gestione del suolo: sostanza organica, microbioma e strategie operative

La gestione del suolo è un pilastro dell’agricoltura sostenibile, e il microbioma del suolo, insieme alla sostanza organica, gioca un ruolo cruciale per la fertilità, la produttività e la resilienza delle colture. Incrementare la sostanza organica e favorire lo sviluppo di microrganismi benefici può migliorare la qualità del suolo e contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici.

Cos'è la sostanza organica del suolo e perché è importante?

La sostanza organica del suolo è costituita da materiali organici derivanti da residui vegetali e animali decomposti, oltre a composti prodotti dai microrganismi stessi. Questa è essenziale perché:

  • Fornisce nutrienti essenziali come azoto, fosforo e potassio.
  • Migliora la struttura del suolo, favorendo l’aerazione e la ritenzione idrica.
  • Incrementa la biodiversità del microbioma, fornendo un habitat ottimale per batteri, funghi e altri microrganismi utili.
  • Sequestra carbonio dall’atmosfera, contribuendo a mitigare i cambiamenti climatici.

Pratiche per incrementare la sostanza organica e la densità dei microrganismi

1. Applicazione di ammendanti organici

  • Compost di qualità: Integrare compost ben maturo è una delle strategie più efficaci. Questo non solo arricchisce la sostanza organica, ma apporta anche una grande varietà di microrganismi utili.
  • Letame animale: Usare letame compostato per evitare l'eccesso di azoto e ridurre il rischio di contaminazione patogena.
  • Biochar: Aggiungere carbone vegetale (biochar) per aumentare la capacità di ritenzione di nutrienti e acqua e fornire un ambiente stabile per i microrganismi.

2. Colture di copertura

  • Utilizzare specie come trifoglio, veccia, facelia o avena per coprire il suolo tra le colture principali:
    • Prevengono l'erosione del suolo.
    • Favoriscono l’accumulo di residui vegetali e il successivo rilascio di sostanza organica.
    • Supportano batteri azotofissatori e micorrize.

3. Riduzione della lavorazione del suolo

  • Evitare arature profonde e preferire tecniche di minima lavorazione (no-till o low-till) per non disturbare i microrganismi presenti nei primi strati del terreno.
  • Questo approccio consente di mantenere intatta la rete di funghi micorrizici, che facilitano l’assorbimento di nutrienti nelle radici.

4. Rotazione e diversificazione delle colture

  • Alternare colture di leguminose (che arricchiscono il suolo di azoto) con altre colture.
  • Introdurre piante con apparati radicali profondi per migliorare la struttura del suolo e aumentare il carbonio organico.

5. Uso di inoculanti microbici

Gli inoculanti microbici sono prodotti contenenti microrganismi vivi che possono essere applicati al suolo o alle piante per migliorare la fertilità del terreno e l'efficienza nell'uso dei nutrienti.

Tipologie di inoculanti microbici

  1. Batteri azotofissatori
    • Rhizobium: Specifico per leguminose come soia, fagioli e piselli. Forma noduli sulle radici che fissano l'azoto atmosferico, rendendolo disponibile per le piante.
    • Azospirillum: Utilizzabile con cereali (es. mais e grano). Favorisce la crescita delle radici e migliora l'assorbimento dei nutrienti.
  2. Funghi micorrizici
    • Questi funghi (es. Glomus spp.) formano associazioni simbiotiche con le radici delle piante, estendendo la rete radicale e migliorando l'assorbimento di fosforo e micronutrienti.
    • Ideali per frutteti, vigneti, ortaggi e cereali.
  3. Batteri promotori della crescita delle piante (PGPR)
    • Esempi: Bacillus subtilis, Pseudomonas fluorescens. Migliorano la crescita delle piante attraverso la produzione di fitormoni e la protezione contro patogeni.
  4. Funghi decompositori
    • Trichoderma: Aiuta a decomporre la materia organica e a liberare nutrienti, proteggendo le piante da funghi patogeni.

Modalità di applicazione degli inoculanti

  • Applicazione al suolo: Miscelare gli inoculanti con acqua e distribuirli uniformemente sul terreno prima della semina.
  • Trattamento delle sementi: Rivestire i semi con inoculanti in polvere prima della semina.
  • Irrigazione: Aggiungere inoculanti liquidi ai sistemi di irrigazione per distribuirli uniformemente nel terreno.
  • Applicazione fogliare: Alcuni inoculanti possono essere applicati come spray fogliare per migliorare la resistenza delle piante a stress biotici e abiotici.

6. Gestione dell'acqua

  • Evitare irrigazioni eccessive che possono saturare il terreno e ridurre la presenza di ossigeno, fondamentale per i microrganismi aerobici.
  • Utilizzare sistemi di irrigazione a goccia per mantenere un'umidità costante e ottimale.

7. Incorporazione di residui colturali

  • Lasciare i residui vegetali (paglia, stocchi, ecc.) sul campo dopo il raccolto per favorire la decomposizione naturale e il rilascio di carbonio organico.

8. Pacciamatura organica

  • Coprire il suolo con materiali naturali (foglie, erba tagliata, segatura) per ridurre l'evaporazione, proteggere il suolo dall'erosione e fornire materiale organico in decomposizione.

Indicatori di successo

  • Miglioramento della struttura del suolo: Una buona aggregazione indica un aumento della sostanza organica e dell’attività microbica.
  • Presenza di lombrichi: Sono ottimi indicatori di un suolo sano e ricco di sostanza organica.
  • Colore scuro del suolo: Segno di un alto contenuto di humus.
  • Produzioni agricole più resilienti: Colture più sane, con minori attacchi di patogeni e stress idrici.

Conclusioni

L’uso strategico di pratiche sostenibili come l’applicazione di ammendanti organici, l’utilizzo di inoculanti microbici e l’adozione del biochar può trasformare il suolo in un ecosistema fertile e resiliente. Investire in queste strategie significa migliorare la produttività agricola e contribuire alla conservazione dell’ambiente, garantendo un futuro sostenibile per le prossime generazioni di agricoltori.


Categoria: Guide